Non amo recensire software appena rilasciati anche perchè, come tutti ben sappiamo, sono sempre gli embrioni di quello che in realtà saranno dopo gli incosapevoli test degli utilizzatori. Farò una eccezione oggi perchè il bug in questione riguarda la nostra privacy e non penso che la cosa sia casuale. D’altro canto, Google non è la prima volta che usa le nostre macchine per meglio conscerci!
…da LaRepublica.it
Google Chrome, spunta il primo bug.
Ricercatore Israeliano trova una vulnerabilità non corretta
E molti blogger sollevano dubbi sulla privacy.
…Un tappo quelli di Google dovranno metterlo quanto sul versante della sicurezza: è già spuntato il primo bug, scoperto da un ricercatore israeliano esperto di web security, Aviv Raff, che sfrutta una vecchia vulnerabilità di WebKit (il “cuore” di Chrome, condiviso con Safari di Apple e che la Mela aveva già corretto). Ma le perplessità dei più sono state sollevate sulla privacy. Leggendo i termini del servizio fornito, balza agli occhi il diritto che Google si riserva di «installare automaticamente aggiornamenti di correzione o potenziamento del browser come bug fix, funzioni avanzate, nuovi moduli software e versioni completamente nuove» senza alcun controllo da parte dell’utente. Soprattutto (ed era prevedibile) è previsto l’utilizzo da parte di Google dei tracciati di navigazione dell’utente per fini pubblicitari. Su questo punto però c’è chi tranquillizza, citando il fatto che il browser è completamente open source e che chiunque (con il necessario know-how, va da sé) può analizzare il codice e vedere se Chrome è solo un software più o meno ben fatto, oppure è un passo sulla costruzione del Grande Fratello Globale.
Privacy in Internet? Voi ci credete?













