Avete mai pensato a quanto sia difficile cambiare le abitudini consolidate nel tempo?
Avere una certa duttilità per rendersi agili padrone di ogni cambiamento diventa ogni giorno più difficile.
Magari tutto fosse immutabile come il rinnovarsi delle stagioni!
Magari si potesse semplicemente fare il cambio di stagione negli armadi, togliere il piumone dal letto e mettere i vasi in terrazzo!
I cambiamenti che dobbiamo sostenere sono continui e pieni di assurdi trabocchetti.
La frustrazione di non essere all’altezza prende a calci e pugni il nostro coraggio di vivere e di essere ottimisti.
Negli ultimi dieci anni abbiamo assistito alla quasi totale rivoluzione della vita quotidiana così come la si poteva vedere descritta in film d’autore del calibro di “donne sull’orlo di una crisi di nervi” Di Almodovar; non esistono più nemmeno situazioni come quelle descritte in “Speriamo che sia femmina” del nostro grande Maestro Monicelli.

Noi donne viviamo ancora in bilico tra il nostro ruolo primordiale di madri a tempo pieno di scarsi figli unici e tutti gli altri ruoli ibridi proposti dalla civiltà altamente tecnologizzata.
La tecnologia si dichiara esplicitamente amica delle donne, anche se spesso si rivela più amica degli uomini che ci incasellano nel target della consumatrice numero uno sulla piazza!
Le scoperte scientifiche ci allungano il periodo fertile e le possibilità di procreare, inutile sottilizzare sui rischi e sulle sofferenze che questo comporta sul nostro organismo. Se esiste un mercato degli ovuli esiste evidentemente una richiesta e chi è disposto a pagare.
Stesso discorso per il mercato della chirurgia estetica ben foraggiato dalla pubblicità di modelli sempre più plastificati.
La logica della domanda e dell’offerta ha scardinato ogni certezza legata alla cultura a cui apparteniamo.
Io lo vedo con mia madre e con le mie figlie.
Insieme a me siamo tre generazioni di donne profondamente diverse con un unico denominatore comune:
il coraggio di affrontare le sfide.
Mia madre (quasi 71 anni) figlia di analfabeti ha imparato le arti prettamente femminili fino a diventare una conclamata mani d’oro; tutt’oggi padroneggia con maestria l’ago e il filo ma non disdegna di collegarsi in videochat per comunicare con me perchè in fondo (come dice lei) si tratta solo di premere dei tasti!
Usa il cellulare per mostrare agli amici le foto delle sue nipoti e lascia dei messaggi in segreteria che ci si potrebbe scrivere qualche esilarante monologo per Zelig! Spesso mi consiglia di non dedicarmi completamente al computer ma capisce perfettamente che non esiste differenza tra il suo tempo passato immobile a ricamare con quello che faccio io.
Si esalta spiegandomi che sulla nave da crociera potrà connettersi e farmi vedere che sta bene nel suo ennesimo viaggio della terza età…poi non si connette ovviamente perchè ha troppe cosa da fare e da vedere…beata turista.
Per quelle della mia generazione il computer non è solo una macchina piena di tasti ma una postazione dalla quale guardare l’ambiente circostante con distacco e cosapevolezza.
Fino a pochi anni fa il mio sguardo era rivolto dentro le quattro mura della mia casa; la mia evoluzione personale iniziava e finiva con i piccoli gesti quotidiani volti all’organizzazione e ottimizzazione della qualità della vita familiare.
Mentre dipingevo con i colori e i pennelli ascoltavo la radio ma non intervenivo, oppure restavo in silenzio con i miei pensieri e attendevo il rientro dei miei cari per scambiare opinioni e riflessioni.
Nella routine non ho perso di vista solo il mondo ma anche le mie passioni.
Per anni mi sono accontentata di vedere solo i film dalla TV e di ascoltare la musica dalla radio senza andare ai concerti.
Ho usato la tecnologia credendola amica del mio desiderio di ottimizzare i tempi, senza accorgermi di aver perso per sempre le occasioni di partecipare attivamente e di godere della soddisfazione di una performance o di una emozione.
Quando ho scoperto Internet ho capito subito che non si trattava dell’ennesima trappola per sfruttare il mio tempo e mi sono riappropriata del gusto di esistere in prima persona al cospetto del mondo intero.
Ho capito che se fossi rimasta al margine come semplice utente che preme qualche tasto a casaccio non avrei potuto sfruttare le potenzialità della macchina e ne sarei rimasta vittima.
Da quando esisto anche sul web ho partecipato a manifestazioni e congressi; ho viaggiato e conosciuto nuovi amici;
ho ripreso ad alimentare le mie passioni per il cinema e la musica e soprattutto il mio antico amore per la scrittura e la lettura.
Essere connessi è diventato di vitale importanza, nonostante abbia sentito proprio oggi che l’ADSL è considerato un servizio opzionale da parte del mio gestore di telefonia e Provider! In questo caso la domanda e l’offerta non si sono ancora incontrate appieno almeno qui in Italia.
Evidentemente non sono state fatte le giuste rilevazioni…nel Paese dei sondaggi!
Per la terza generazione di donne, in questo caso le mie figlie, la tecnologia è una presenza costante; ci sono cresciute superando brillantemente la mia stessa diffidenza.
Non ho mai detto la frase: “chiedilo a google” ma sono certa che “googlare” non sia per loro un mistero!
Essere giovani donne con queste opportunità tecnologiche a portata di mouse significa destreggiarsi tra cavi e porte USB, microblogging e messaggistica su diverse piattaforme ma soprattutto padroneggiare il linguaggio nella sintassi e nella sintesi estrema degli SMS.
Da quello che posso vedere stanno lavorando bene il loro brand e tengono particolarmente alla propria reputazione on line; non aggiungono amici sconosciuti solo per pavoneggiarsi di un numero in più sulla lista e distinguono tra contatti reali e contatti esclusivamente virtuali ponendo barriere sulla privacy e usando attenzione nella propagazione dei contenuti.
Lo svago si interseca allo studio e alla ricerca di informazioni utili; la condivisione delle stesse passioni rende possibili nuovi contatti e collaborazioni.
Si muovono con grande naturalezza, viaggiano per vedere una mostra d’Arte o per partecipare ad eventi musicali ma anche per aderire ad iniziative del mondo giovanile.
La tecnologia dimezza le attese, propone mille alternative e soluzioni.
Con il giusto coraggio per affrontare le sfide del futuro, ampliando gli orizzonti si possono cogliere i cambiamenti senza traumi, con lo sguardo rivolto fuori per affermare nuovi ruoli e nuove visioni.
Cambiamo abitudini senza rimpianti, chissà che non sia questo il segreto per assicurarsi una crociera e tanti nipotini!













