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Quanti soldi vuoi per scrivere un post? (prima parte)

Essere pagati per scrivere un articolo in un Blog ben avviato sembra diventare ogni giorno di più una opportunità accattivante. Le offerte sono le più disparate: c’è chi offre la possibilità di inserire il proprio codice adsense e quindi di ricevere un non meglio specificato introito eterno derivato da non meglio specificate qualità del Blog ospitante.
Poi c’è chi offre collaborazioni su temi specifici e stila lunghissime regole di composizione e termini e regolamenti per i quali difficilmente si riesce ad essere idonei.
Del blogging collaborativo e della diffusione libera delle conoscenze si parla sempre meno mentre tre link su quattro rimandano a pagine di puro web marketing.

Ora io mi chiedo e vi chiedo:

1) Quanto dovrebbe valere un buon post?
2) Quali parametri realistici si utilizzano per valutare il prezzo di un post?

scrivere_post

Partendo dal presupposto che scrivere un buon articolo richiede tempo e fatica per leggere e studiare le novità e sperimentare in prima persona il funzionamento di nuove regole, appare chiaro che si tratta di dare un valore al proprio tempo.
Escludiamo che il nostro tempo valga quanto quello di un chirurgo o un idraulico o un politico, vogliamo considerare appena il valore medio di quanto prende all’ora un precario laureato nel mondo della scuola pubblica italiana: non più di 15-20 euro (tra scuola materna,primaria,secondaria e superiore).
Siete svenuti? Sto parlando di laureati che pagano alla fonte tutte le tasse; gente sottoposta allo stress  del contatto con giovani allievi e alla responsabilità di incidere sulle loro scelte di vita. Gli insegnanti hanno l’obbligo di trattare con le famiglie e trovare sempre risposte corrette, sensibili e culturalmente adeguate alle innumerevoli necessità dello studente.

Quali sono gli obblighi di un blogger?

Noi blogger gettiamo un sasso nel mare del web e non abbiamo nessun obbligo verso i navigatori;
1) abbiamo il potere di eliminare o editare commenti, spostare articoli, cambiare categorie e esaltare o affondare un prodotto.
2) il rapporto umano con l’utente che ci legge è del tutto relativo;
3) possiamo ignorare i commenti, possiamo cavarcela con una emoticons…possiamo sparire dalla circolazione diventando invisibili ai fan.
4) possiamo lavorare da casa o nei fine settimana mantenendo un lavoro ufficiale, senza che questo si riperquota sul nostro brand.
5) possiamo avere diverse tipologie di Blog: dal serio al faceto, dal puro marketing al passatempo interessato.

Andiamo avanti…cos’è un buon post?

Nello scrivere un buon post intendiamo informare, spiegare, insegnare qualcosa al vasto pubblico della rete, non certo elencare tanti bei video di youtube divertenti o pettegoli, quello è un altro settore.
Un buon post è fatto di molto testo (minimo 400 parole) collegamenti ipertestuali utili, schermate corredate da didascalie, video esplicativi e/o foto ben ottimizzate.
Materiale originale creato in proprio grazie alle competenze in materia di video editing e grafica per il web.
Un buon post non è la copia di altre risorse trovate in rete, è una serie di informazioni recenti, appetibili,ben scritte.

Se siamo in grado di confezionare un buon post, perchè mai dovremmo darlo ad altri?

Nel momento in cui l’amministratore di un sito ci avverte che il nostro post è abilitato e adeguato per essere pubblicato è come se avessimo perso il bagaglio in aeroporto!
Non ci sono garanzie di poter seguire il percorso del nostro post ne certezze sul trattamento economico che riceveremo da esso.
I siti o Blog che ci aprono le porte della loro bacheca possono davvero garantire un buon introito al nostro duro lavoro?
Chi garantisce che la percentuale delle visite sia così alta da ricadere su di noi con un adeguato guadagno?
E se poi il Blog chiude, passa di mano,  cambia settore, o peggio: si riempie di cattivi post scritti male…che succede?

Scommetto che ognuno di voi si pone le stesse domande

Senza regole chiare d’ingaggio io non credo che per ora esistano le basi di una compravendita dei post nella rete italiana, specie per la modesta copertura della connessione veloce e per le statistiche aggiornate che parlano di utenti italiani impegnati a giocare gratis, chattare gratis, scaricare gratis (la parola gratis è ripetuta per marcare il concetto)

Cosa fare dei propri ottimi articoli?

Lo vedremo nel prossimo post, rimanete sintonizzati perchè stavolta ho deciso di diluire questo tema spinoso in più parti per dare a tutti la possibilità di commentare e aggiungere domande.

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  • Ottima idea. Tra poco vado a leggere la seconda parte ma prima rispondo alla tua domanda: perchè si scrive in un altro blog?
    Io ho iniziato così, per fare pratica, confrontandomi con un pubblico diverso e vedere le mie potenzialità. Naturamente ho scelto attentamente dove scrivere, valutando prima chi lo gestiva, il tipo di pubblico, le statistiche, argomenti presenti etc. Dopodiché ho aperto il mio blog. Ad un certo punto ne ho sentito proprio l'esigenza ed ero pronta per farlo. La pratica mi è stata utile ma continuo a scrivere con la revenue o il prezzo fisso altrove perché? perché magari certi argomenti che non ho tempo o voglia di seguire nel mio blog, vanno benissimo sull'altro pubblico, quindi prendo due piccioni con una fava e differenzio le entrate.
    Però tieni presente che molti non sanno come gestire un blog e così scrivere altrove è un modo semplice per farlo, arrotondando
  • Cara Vale, dovevo aspettarmi da te una risposta tanto completa e utile per tutti gli utenti di questo Blog! Tu dimostri che è possibile mettere insieme sia la gestione di un Blog sia la partecipazione ad altri progetti come writer. Certo ci vogliono doti non comuni...però si può fare, vero? Grazie per l'attenzione a questi temi e alla condivisione generosa della tua esperienza!
  • Esatto Fabiola, è proprio questo che intendo; tanti blogger festeggiano il centesimo post, ma se poi li analizzi, sono chiaramente contenuti scritti tanto per scrivere, tanto per aggiungere contenuti, senza nessun interesse per la qualità di ciò che si scrive...
    A presto!
    Paolo Leonardi
  • @ilpiccolouomo: la metafora dell'insalata regge perfettamente, ti ho anche ringraziato nel terzo post per avermi ispirato! La buona insalata ben servita si vende da se, non ha concorrenza, peccato ci siano ancora troppi carnivori a rischio gotta. Intendo i blogger che si ostinano a non recepire l'importanza di un buon testo e però festeggiano il centunesimo post scritto nel proprio Blog! Ciao
  • @fabi_tech Sono assolutamente d'accordo con la tua metafora, la trovo pienamente realistica. Le cifre pagate per scrivere su blog spesso sono cifre fisse che non tengono conto della qualità di ciò che si scrive e tra l'altro sono cifre ben al di sotto dei 20€ ipotizzati nel commento precedente...
    A presto!
    Paolo Leonardi
  • ilpiccolouomo
    Un Post è come un diamante , dura per sempre !
    Il valore qualitativo è una condizione richiesta e ritengo dare quindi un giusto valore , quindi non meno di 30 € .
    Il valore umano e affettivo non ha prezzo , ma diciamo 50 € .
    Il valore di un buon lavoro , contenuto , novità , appetibilità , video , tempo e altro prezzo di manodopera , circa 40 € ora .
    Il valore commerciale e concorrenziale purtroppo circa 20 € .
    Questo è il mio personale parere .
    Ciao e alla prossima .
  • Ti propongo una diversa metafora del valore di un post: Un post è come una pianta d'insalata: facilmente deperibile e molto diffusa sul mercato, valore 0.50 centesimi. Se l'insalata è ben lavata, mista, tagliata e con aggiunta di rucola, carote e cipolle il tutto ben impacchettato, dura 3/4 giorni in frigo; valore 4 euro. Se la tua insalata è servita in piatti d'argento da uno chef che opera in un ristorante rinomato, vale anche 50 euro! Poi bisogna vedere nel tempo quante persone ricorderanno e cercheranno quella insalata meravigliosa dall'ortolano, al supermercato o nel grande ristorante! Ti ringrazio per avermi dato l'opportunità di scrivere questa metafora perchè le metafore di solito arrivano prima di 1000 parole! Torna a leggere la terza parte dell'articolo, c'è molta insalata ben servita! Ciao
  • ilpiccolouomo
    Quindi convieni con me , nel sostenere che in teoria la Tua " tanta insalata e pure ben servita " dovrebbe costare un prezzo sicuramente alto e riuscire a venderne in ogni caso diverse portate per soddisfare tutti quelli con palato fino ?
    Oppure di cucina non ho capito proprio nulla ?
    Ciao , vado a leggere il menu .
  • Un bellissimo post. Aspetto con ansia la seconda parte
    P.S.
    Me lo vendi ? :)
  • Tra poche ore sarà fruibile anche la seconda parte del post, ti ringrazio per l'apprezzamento; mi sto rendendo conto di quanto ci sia bisogno (oltre che di guide tecniche come quelle bellissime che fai tu) di parlare del valore dei post motivazionali o introduttivi al mondo del blogging. Passiamo ore a sperimentare e alla fine della giornata non tutti hanno la forza di mettersi a scrivere buoni articoli teorici per mantenere aggiornato il proprio Blog! Una buona guida pratica non si sforna come una torta in poche ore, mentre un buon spunto di discussione richiede riflessione e attenzione ai fatti che stanno dietro al nostro lavoro. Due competenze queste non sempre presenti in una unica figura professionale. (e poi diciamolo pure che noi donne siamo più riflessive!!) eheheh...aspetto le donne su questi temi perchè sono certa che hanno molto da dire!
  • :) Sull'aspetto della sicurezza, questo è chiaro logicamente, ma a prescindere dal fatto che si gestisca o meno un sistema di revenue; un blog, come giustamente sottolinei, non è mai un sistema statico ed invulnerabile, pertanto come va aggiornato tutto il "sistema blog", così va fatto anche con il sistema per la gestione dei pagamenti da adsense per ciascun autore.
    Riguardo che ciascun autore non è immune dalla "mannaia" di google, su questo sono assolutamente d'accordo con te e questo sarebbe uno dei pro del gestire un blog multiautore pagando gli autori per singolo articolo; non ne avevo parlato perché si sconfina sul fatto stesso del quanto sia conveniente o meno basare le proprie entrate economiche provenienti dai blog, su adsense o meno. Riguardo questo, in pillole mi sentirei di dire che google è affidabile come puntualità dei pagamenti, puntualità di cui spesso difettano alcuni programmi di affiliazione.
    Beh, poi non posso che ringraziarti dei complimenti e cogliere l'occasione per rivolgerli anche a te nella stessa forma e modo.
    A presto!
    Paolo Leonardi
  • Ciao,
    personalmente credo di più in un sistema di retribuzione meritocratica non con un pagamento fisso per ogni articolo, ma con l'inserimento dei propri annunci negli articoli che si scrive. Anche su manualissimo ho proprio da pochi giorni aperto le porte al revenue del 100%, perciò chi vuole scrivere rispettando le linee guida, lo può fare e guadagna il 100% delle entrate generate dai click sugli annunci presenti sui suoi articoli. Mi fermo con la citazione perché non voglio fare spam, :) ma proseguo il discorso dicendo che secondo me sono diversi i motivi percui un blogger può preferire questo tipo di collaborazione:
    1. il far guadagnare con i propri Adsense è un sistema meritocratico, perciò più un autore scrive e più suoi annunci saranno pubblicati sul blog in cui scrive, perciò, più scrivi contenuti di qualità più guadagni
    2. non ci si deve porre problemi di retribuzioni fisse (il che è molto più complesso da gestire)
    3. l'autore del blog è molto più libero in quanto una volta messo a punto il sistema, il tutto è automatizzato e non si deve procedere a pagamenti, non ci sono payout minimi da stabilire e il pagamento si è sempre puntuale dato che è google a gestirlo.
    Queste sono le prime cose che mi vengono in mente, ma a riguardo si potrebbe scrivere veramente parecchio...
    A presto!
    Paolo Leonardi
  • Hai toccato due punti fondamentali che riguardano il ruolo dell'autore/gestore del Blog ospitante: "l'autore del blog è molto più libero in quanto una volta messo a punto il sistema, il tutto è automatizzato e non si deve procedere a pagamenti, non ci sono payout minimi da stabilire e il pagamento si è sempre puntuale dato che è google a gestirlo."
    Caro Paolo il sistema informatico va continuamente messo a punto: aggiornamenti, layout, minacce virus ecc. Un Blog non è mai un monolite statico e inattaccabile dall'incuria o dalle tempeste! Poi hai tirato in ballo Mister Google il pagatore ma tu dai per scontato che il nostro scrittore non verrà mai bannato dal programma Adsense! Sei un ottimista! Comunque è ammirevole l'offerta che proponi agli scrittori, vista la reputazione ottima del tuo Blog e la tua indubbia serietà! (scommetto che non sai nemmeno cosa vuol dire spammare!), ti aspetto per proseguire a parlare di questi argomenti, ciao
  • La seconda e non ultima parte dell'articolo è quasi del tutto pronta, tu dici che conviene citare qualche tabella dal mondo dei giornalisti della carta stampata? Io ricordo le proteste dei giornalisti e il continuo sbriciolamento dei compensi nonchè della vendita dei giornali. Chi scrive per mestiere vantando anche lauree specifiche non trova facilmente ingaggi decenti fino a che non diventa una firma di grido, figuriamoci gli altri quanto possono essere super sfruttati! Un blogger che abbia una media di visitatori unici pari a 1000 giornalieri io lo metto tra i precari in cerca di conferme, che ne pensi...sono pessimista? Grazie per il tuo intervento, torna per linkarti meglio...come disse il lupo a...;-)
  • riki_145687
    MmMm ...
    Generalmente i post bisognerebbe valutarli come articoli di giornale e ricavare il prezzo dall albo dei giornalisti...
    che il base a dei parametri da il valore...
    dacci un occhiata :-) .. potresti prendere degli spunti per continuare il tuo articolo
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